Home! Un sottotetto a palazzo

LUIGI FRAGOLA Architects - Home!
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“L’amore a prima vista per l’ultimo piano di una dimora nobiliare in Oltrarno ha portato a una rilettura degli interni in perfetto equilibrio fra storia e attualità.”

 

Mettere mano al sottotetto di un edificio del Cinquecento nel cuore di Firenze non è materia da pischelli, ma piuttosto da veri pasionari del recupero edilizio: «Come in tutte le ristrutturazioni dei centri storici, le possibilità di intervenire sulla struttura sono limitate – conferma l’architetto Luigi Fragola, titolare dello studio che ha seguito i lavori – e pertanto raggiungere un layout abitativo soddisfacente ottimizzando al massimo lo spazio è stato uno degli aspetti su cui abbiamo lavorato maggiormente».
Il coup de foudre tra committenza (una famiglia di tre persone) e palazzo è stato immediato e la riqualificazione per l’utilizzo residenziale del luogo, che un tempo ospitava gli alloggi della servitù, è stata volutamente animata da una vena ironica e contemporanea, seppure sempre rispettosa delle preesistenze.
La storia tardo-rinascimentale, che ancora si legge negli esterni, viene di fatto smentita negli interni dalla nuova ridistribuzione, molto orientata verso spazi contigui e aperti: «Come per la cucina – racconta Fragola –, che abbiamo dovuto realizzare passante alla zona notte e pertanto necessariamente resa funzionale e al tempo stesso elegante».
Il forte desiderio di emancipazione da un impianto originario poco interessante, frammentato in molte stanze dalle proporzioni improbabili, e la voglia di fruire al massimo della luce naturale fin dall’ingresso, hanno solleticato la vocazione creativa dei progettisti, impegnati da un’importante ridefinizione dell’esistente.
A cominciare dalla zona giorno dove l’intervento strutturale ha riguardato, in primis, la sostituzione di due ordini di travi lignee con due più snelle d’acciaio, poi rivestite in legno. Legno che ricorre a pavimento e poi ancora sulla scala a nastro che, priva di parapetto, aerea e leggera approda a un soppalco/camera ospiti: ricavato dallo sfruttamento, al colmo del tetto, di altezze generose, il nuovo piano supplementare ha sdoppiato la superficie calpestabile (150 mq) aumentandola di 16 mq.
Sotto, al centro, la cucina, scenografia openplan e vero cuore pulsante della casa, è stata disegnata ricalcando linee classiche che, contrapposte all’arabesco moderno sulla parete di fondo e ai pochi, originali elementi di arredo, contribuiscono a esaltare l’equilibrato compromesso tra estro e concretezza.
A fianco, in soggiorno, colpiscono la matericità dei velluti e la profondità dei colori: seppure ancorati al presente dalla contemporaneità delle forme, immediatamente riportano alla memoria il fascino policromo di certe ambientazioni rinascimentali. Una mescolanza di stili personalizza l’arredo: elementi di modernariato convivono in armoniosa dissonanza con mobili dal design spinto e con pezzi realizzati ad hoc. I soffitti chiari riflettono la luce e contrastano con i pavimenti scuri creando il canovaccio perfetto per enfatizzare il décor.
La camera padronale rivela un linguaggio dai toni freschi e raffinati mentre la stanza della piccola di casa, vivace e coloratissima, sfoggia pareti decorate che amplificano visivamente lo spazio.
A disposizione degli ospiti, un grazioso bagno coniuga elementi vintage alla peculiare eleganza del lavabo a catino in cristallo molato. La tradizione riletta in chiave contemporanea è il leitmotiv che, dal disegno planimetrico al dettaglio d’arredo, qui ricorre trasversalmente ovunque e in ogni cosa.

DETAILS

Magazine: Home! L’abitare esclamativo.
Date: Novembre, 2016
Subject: Townhouse

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